SE NON PRENDO TRENTA E LODE… appello ai genitori

Lavoro con gli studenti universitari e mi trovo spesso ad affrontare temi riguardanti il loro rendimento. Recentemente mi hanno colpito alcune frasi: “devo prendere 30 e lode”, “devo prendere 110” e una frase di uno studente atleta: “io non posso perdere”.
Cosa c’è dietro un convincimento del genere?
“Io devo prendere 30 e lode” – “cosa succederebbe se tu non lo prendessi?”

Dentro ognuno di noi ci sono tante voci, in questi casi immagino voci di insegnanti, allenatori e genitori che, anche involontariamente, lasciano passare questi messaggi: “Non puoi perdere”, “Devi essere perfetta”, “Devi essere il più bravo”.

Nel momento in cui offriamo elogi, attenzioni e complimenti a un bambino che ha preso un bel voto, già offriamo il nostro amore condizionato: “Ti voglio bene perché hai preso un bel voto”. Se un bambino torna da scuola e ci dice di aver preso 8 su 10 e noi gli chiediamo cosa ha sbagliato, lanciamo il messaggio: “Ti vorrò bene solo quando prenderai 10. L’amore non è un diritto, te lo devi guadagnare.”

Secondo una ricerca di M. Kamins e C. Dweck della Columbia University, i bambini che credono che la loro autostima dipenda dal rendimento, sono più critici verso se stessi, mostrano forti emozioni negative, si giudicano severamente e hanno meno resistenza al fallimento. L’amore condizionato crea bambini impauriti che sono spinti in modo ossessivo a essere perfetti e che pensano che il fallimento equivalga alla perdita di amore e considerazione.

Dire “bravo” a un bambino non è sbagliato di per sé, bisognerebbe però elogiarli quando si divertono a fare un’attività, quando studiano perché sono curiosi di scoprire cose nuove, quando condividono con gli altri, quando fanno cose che gli piacciono.

Tornando alla vita accademica, voler finire gli studi in tempo, aspirare al massimo dei voti è sicuramente una cosa positiva, ma conviene chiedersi da cosa si è spinti a fare bene.

Se quello che studi ti piace, se ti viene spontaneo approfondire per curiosità e perché le materie in cui ti impegni ti divertono, il voto verrà di conseguenza.

Se lo fai perché senti quel voto come un voto a te come persona, se qualifica il tuo valore, allora acquisisce un peso ulteriore che è quello che fa arrivare la paura: “se fallirò, non andrò bene”, “non posso perdere”, “devo prendere 30 e lode”… questo può arrivare a paralizzarti e a bloccare la tua carriera universitaria.

Il processo è più importante del risultato. Marina Abramović

Condividi su: