Raccontare passaggi negativi in maniera positiva

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Quando il selezionatore legge nel CV un cambiamento nella vostra vita, un passaggio da un ateneo ad un altro, un trasferimento, un cambiamento di carriera, probabilmente vi chiederà di raccontarlo. Se avete deciso di cambiare città o lavoro, forse è perché non vi siete trovati bene, durante il colloquio non è però opportuno parlare male o lamentarsi di esperienze precedenti.

E allora? Che dire?

Facciamo un esempio:
domanda – perché ha deciso di cambiare ateneo e trasferirsi in un’altra città?
risposta sbagliata – perché nell’ateneo precedente mi sono trovato davvero male, era troppo dispersivo, i professori non si trovavano mai ed erano impreparati, nessuno ti aiutava, era impossibile avere a che fare con le segreterie e mi trovavo male anche nell’ambiente in generale.
risposta giusta – durante la stesura della mia tesi, mi sono appassionato al settore XXX e ho sentito l’esigenza di approfondire su questo la mia preparazione, ho fatto una ricerca tra gli atenei italiani e ho trovato che a Siena c’era proprio un corso magistrale sul XXX e in più in lingua inglese. Siena è una città a misura d’uomo e che dà la tranquillità necessaria per studiare ed inoltre è un ateneo molto prestigioso. Sono contento della mia scelta perché mi sono trovato bene anche umanamente con i compagni di corso e con i miei coinquilini che sono diventati un po’ la mia famiglia.

Nelle risposte che mi danno i ragazzi trovo spesso entrambe queste componenti, non dico quindi di mentire, ma semplicemente di stare più sulla parte positiva e costruttiva della risposta che su quella negativa.

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