MINORITY STRESS

pubblicato in: Counseling LGBT | 0

Paolo è un ragazzo gay, nell’azienda in cui lavora non ha detto niente a nessuno, perché teme di non essere accettato dai colleghi e che questo potrebbe avere ripercussioni negative sul suo lavoro. All’avvicinarsi della pausa estiva, tutti in azienda parlano di come trascorreranno le vacanze. Paolo si sente a disagio, dice che andrà in Islanda, ma non può dire con chi, teme le possibili domande dei colleghi, è vago, sta attento a misurare le parole.
Questo stato di allerta continuo, giorno dopo giorno, è faticoso e pericoloso per il benessere di una persona, è una causa di stress non trascurabile.

Il minority stress è una forma di stress continuativo che si accumula nelle persone che fanno parte di una minoranza stigmatizzata.
Le persone LGBT possono essere esposte all’omofobia della società, a quella di familiari e conoscenti e anche a quella interiore.
Tutti coloro che appartengono a delle minoranze sono sottoposti in qualche modo al minority stress. Quando si tratta di minoranze religiose o etniche dalla comunità e dalla famiglia viene un importante appoggio, per le persone LGBT invece, l’incertezza e la paura più grandi vengono proprio dalla famiglia.
La causa principale di stress è l’omofobia interiorizzata, cioè il pensiero negativo su di sé, l’identificazione con gli stereotipi e i pregiudizi della cultura dominante. Questi sentimenti possono portare all’odio verso se stessi e le altre persone LGBT e, come tutte le credenze interiorizzate, sono difficili da scovare, accettare e affrontare.

 

Immagine di copertina libera da copyright con licenza Creative Commons CC0 – Pixabay

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