L’omonegatività ha tanti volti

La giornata internazionale contro l’omofobia, bifobia e transfobia è molto importante per la comunità LGBT, si celebra il giorno in cui l’omosessualità è stata tolta dal DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), era il 17 maggio del 1990, l’anno dei mondiali in Italia, dell’oscar a Nuovo Cinema Paradiso e dell’album Le Nuvole. 29 anni, nella storia, non sono nulla e in molti pensano ancora che le persone omosessuali, bisessuali e transessuali siano malate, è per questo che la comunità LGBT si impegna tanto per combattere i pregiudizi.

Preferisco parlare di omonegatività piuttosto che di omo-fobia, perché la parola fobia fa riferimento all’emozione primaria della paura e le persone omofobe non sentono paura, come si può avere di un ragno o di un luogo chiuso, ma avversione e ostilità.

Quando si parla di omofobia si pensa subito a spinte, strattoni, occhi neri, pestaggi. Quello che in realtà tutte le persone della comunità vivono ogni giorno è un tipo di omofobia più sottile e strisciante.

L’omonegatività ha tanti volti… non prestare il tuo…

MARIA

•       Pensa che Dio ami anche le persone gay, ma non approvi il loro stile di vita.

•       Pensa che il bambino di due persone omosessuali sarà omosessuale o avrà comunque dei problemi comportamentali.

•       Pensa che due persone dello stesso genere non abbiano il diritto di definirsi famiglia.

ANTONIO

•       Usa la parola gay con i suoi amici come un insulto.

•       A scuola fa il bullo con persone che gli “sembrano” gay.

•       Condivide immagini “divertenti” che hanno a che fare con l’essere omosessuali o transgender.

•       Pensa che “due donne insieme” siano eccitanti.

LUISA

•       Pensa che le ragazze lesbiche ci provino con tutte, soprattutto con le etero.

•       Pensa che non ci sia più bisogno nel 2019 di difendere diritti che per lei sono normali.

•       Pensa che i Pride siano delle «carnevalate», un modo di ostentare inutilmente qualcosa di assodato.

ROBERTO

•       Pensa che i genitori di figli gay abbiano sbagliato qualcosa.

•       Pensa che le donne lesbiche non abbiano semplicemente trovato l’uomo giusto.

•       Pensa che una donna lesbica sia sprecata.

ALICE

•       Pensa che gli adolescenti LGBT stiano solo attraversando una fase.

•       Trasmette stereotipi di genere ai suoi figli.

•       Ha interiorizzato pensieri misogini che colpevolizzano le donne se fanno troppo sesso, se ne fanno troppo poco e addirittura quando subiscono violenze.

BRUNO

•       Pensa che le donne trans siano prostitute.

•       Ritiene le persone bisessuali promiscue.

•       Pensa che le persone asessuali siano malate.

•       Secondo lui ognuno può fare quello che vuole, ma a casa sua…

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