L’ATTIVISMO HA BISOGNO DI INTROVERSI

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Sarah Corbett ha iniziato a fare l’attivista e la volontaria per amore della causa della giustizia climatica, ciò comportava marciare, protestare e chiedere firme a sconosciuti. Le sembrava che tutti i suoi compagni fossero più bravi di lei perché queste attività la sfiancavano al punto di doversi chiudere nei bagni per riprendersi.
Continuando il suo percorso si è resa conto che l’attivismo che funziona non è soltanto quello fatto da estroversi, che oltre la protesta, oltre il rumore, la maggior parte del lavoro resta sullo sfondo ed è quello che non si vede.
Se vogliamo un mondo più accogliente, più etico, più empatico dobbiamo comunicare e fare attivismo in maniera accogliente, etica, empatica.
Per produrre un cambiamento c’è bisogno di tutti, estroversi e introversi.

3 MOTIVI PER CUI L’ATTIVISMO HA BISOGNO DELLE PERSONE INTROVERSE:

  1. L’attivismo, come dice la parola, è un’attività finalizzata a produrre un cambiamento sociale o politico, riguarda l’azione. Le persone estroverse sono più portate a re-agire che ad agire e lo fanno in maniera veloce e impulsiva. Le campagne devono però essere prima di tutto strategiche e agire mossi dalla rabbia porta spesso a fare degli errori. Gli introversi possono rallentare l’azione e renderla più strategica riflettendo attentamente e con calma.
  2. Gli introversi sono bravi nell’attivismo intimo. Sanno ascoltare anche le persone con cui non vanno d’accordo e mettersi nei loro panni, costruendo ponti anziché muri. Gli introversi odiano stare nel conflitto e lo evitano ad ogni costo. Sanno come incuriosire le persone con il loro pensiero creativo. Non gli piace restare in superficie, ma parlare di questioni grandi e profonde ed è per questo che sono ottimi attivisti.
  3. Il terzo motivo per cui gli attivisti non devono perdere l’occasione di coinvolgere gli introversi è che sono l’altra metà della popolazione mondiale. Gli introversi sono spaventati dai messaggi troppo vistosi o aggressivi, devono essere coinvolti in maniera delicata e senza dire loro cosa pensare, ma stimolandoli a ragionare con la loro testa.

Sarah Corbett chiede agli estroversi impegnati nell’organizzazione di una campagna di pensare agli introversi.
Agli introversi dice: “so quanto vi piaccia stare da soli, coi vostri pensieri, ma l’attivismo ha bisogno di voi, quindi a volte dovrete uscire allo scoperto. Ciò non significa per forza diventare estroversi e poi esaurirsi, questo non servirebbe a nessuno, ma ciò che voglio dire è che dovreste sfruttare quelle vostre abilità e caratteristiche di cui l’attivismo ha bisogno.
Il mondo ha bisogno di te, ora più che mai.”

Sarah Corbett, autrice di “How to be a Craftivist: The Art of Gentle Protest” ha fatto questo Ted rivoluzionario: “L’attivismo ha bisogno di introversi” http://www.ted.com/talks/sarah_corbett_activism_needs_introverts

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