INVIDIA

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L’invidia è forse il sentimento più inconfessabile, viene negata e sopita e può così diventare autodistruttiva. Nella cultura classica nemmeno gli dei sono immuni dall’invidia che è il primo movente della bibbia, quello che muove la mano di Caino contro Abele.

La parola viene dal latino in-videre = guardare contro, guardare male; nella nostra tradizione c’è anche l’idea di malocchio e quindi che l’invidia causi addirittura reali danni a chi ne è oggetto.

Non voglio parlare della cosiddetta invidia buona, quella che porta a confrontarsi con gli altri e può diventare una spinta a migliorarsi, ma proprio di quell’invidia cattiva che porta a pensare “se non posso io, allora nessun altro”.

Credo fortemente che ciò che neghiamo ci possa fare del male fino a scoppiarci dentro e credo altrettanto che faccia sempre bene prendere consapevolezza di quello che proviamo. E allora diamo una bella “spolverata” a questa invidia, guardiamola in faccia, che può succedere?

L’invidia è sicuramente un sentimento negativo, ma noi ci possiamo fare qualcosa di buono se ne siamo pienamente consapevoli.

La prossima volta che ti sembra di sentirla, ascoltati meglio: ti dà una sensazione fisica? Dove la senti? Come la descriveresti? Cosa ti vuole dire? Qual è il messaggio per te?

Potresti scoprire che non sei abbastanza soddisfatta/o di qualche ambito della tua vita, che hai frustrato un tuo bisogno, che qualcosa ti fa male più di quanto tu voglia ammettere.

Cosa ci vuoi fare?

Puoi lavorare su quell’aspetto della tua vita che non ti soddisfa. Puoi migliorare la tua autostima. Puoi sentire empatia per questa parte di te. Puoi concederti di provare sentimenti negativi anche per persone che ami.

Ecco che l’invidia può essere accettata, accolta e anche servirti come una spia rossa che ti avverte.

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