INTELLIGENZA EMOTIVA

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L’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri ed è quindi fondamentale per gestire le relazioni interpersonali in maniera efficace.
Lo psicologo statunitense Daniel Goleman nel suo libro Intelligenza Emotiva del 1995 suggerisce che l’EQ (quoziente d’intelligenza emotiva) potrebbe essere più importante del IQ “intelligenza tradizionale” nel predire il successo e la felicità delle persone. L’intelligenza nozionistica non prepara in alcun modo alla vita, a superare gli ostacoli e cogliere le opportunità, un alto IQ influisce per un 20% sui fattori che determinano il successo e la soddisfazione personale. Nonostante questo, la nostra scuola e la nostra cultura continuano a basarsi sulle capacità nozionistiche, anche se qualcosa sta cambiando con progetti di alfabetizzazione emotiva fin dalle scuole d’infanzia. È importante far conoscere e riconoscere le emozioni ai bambini perché l’intelligenza emotiva può essere migliorata e appresa.
L’intelligenza emotiva è costituita da 5 competenze:
CONSAPEVOLEZZA DI SÉ
: riconoscere le proprie emozioni
AUTOCONTROLLO
: gestire le proprie emozioni, saper pensare prima di agire
AUTOMOTIVAZIONE
: guidare se stessi verso il raggiungimento dei propri obiettivi
EMPATIA
: sapersi mettere nei panni degli altri percependone le emozioni
ABILITÀ SOCIALI
: saper leggere le situazioni sociali e gestire le relazioni interpersonali

4 CONSIGLI PRATICI:

1 ASCOLTATI
Prestando maggiore attenzione a quello che stai provando riuscirai a gestire meglio le tue emozioni.
Metti un promemoria in vari momenti della giornata e quando suona fai un bel respiro e chiediti cosa senti, quale emozione stai provando in quel preciso momento? Osserva se l’emozione ha una corrispondenza in qualche parte del tuo corpo e quali sensazioni ti dà.
Dare un nome alle proprie emozioni aiuta a gestirle e a usarle per prendere decisioni.

2 ACQUISISCI CONSAPEVOLEZZA
Non si può gestire qualcosa che non si conosce. Durante l’esercizio precedente cerca anche di capire qual è il tuo comportamento e cosa succede quando provi una certa emozione. In questo modo sarà più facile per te avere delle reazioni più ponderate e saperti spiegare meglio le tue emozioni.

3 ASSUMITI LA RESPONSABILITÀ DI CIÒ CHE PROVI
Nessuno può farti sentire in alcun modo. Le tue emozioni sono tue e solo tu le puoi gestire. Inizia ad evitare frasi tipo: “mi fai arrabbiare” o “mi fai stare male” sostituendole con: “quando tu hai questo comportamento io mi arrabbio, perché…” o “io mi sento dispiaciuto, perché…”
Lo senti che è diverso?
Assumerti le responsabilità delle tue emozioni può avere un impatto positivo su tutte le aree della tua vita.

4 ESERCITA LA TUA EMPATIA
Essere empatici significa sentire quello che sente l’altro e quali sono le sue motivazioni e riuscire a comunicargli questa comprensione. Inizia a chiederti cosa provano le persone mentre ti parlano e ti verrà spontaneo ascoltare in un modo nuovo.

EMOZIONI

Per saper dare un nome alle tue emozioni e a quelle degli altri ci vuole un po’ di vocabolario. I ricercatori continuano a discutere su come classificare le emozioni, su quali siano le primarie e quali secondarie, sulla differenza tra emozioni e sentimenti ecc.

L’argomento a favore del fatto che ci siano delle emozioni fondamentali si deve anche alle scoperte sulle espressioni facciali di Paul Ekman (quello della serie TV Lie to me) considerato uno dei 100 ricercatori più influenti del mondo e autore del libro Te lo leggo in faccia. Riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste. Ekman classifica le emozioni sulla base delle espressioni facciali PAURA, RABBIA, DISGUSTO, TRISTEZZA, e GIOIA.

Nel grafico qui sotto Christophe Haubursin mostra come dall’unione delle cinque emozioni primarie nascano delle emozioni secondarie.

schema-emozioni

Immagini: Disney Pixar

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