Disabilità – la rivoluzione dell’ICF

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ICFUn giorno è venuto da me un ragazzo con disabilità, voleva fare un’esperienza di stage all’estero, era entusiasta e preparato. Voleva lavorare in una metropoli, una città che gli permettesse di muoversi liberamente e in maniera autonoma. Nel suo curriculum c’era scritta solo una fredda percentuale di disabilità che non raccontava niente di lui. Dopo aver scelto alcune aziende che gli interessavano particolarmente abbiamo lavorato sulle candidature.

Mi sono resa conto che le aziende facevano sempre le stesse domande e che il CV da solo non bastava a rispondere. Nelle lettere motivazionali abbiamo spiegato il tipo di disabilità di Luca e come, con pochi piccoli accorgimenti, poteva essere messo perfettamente nelle condizioni di svolgere il suo lavoro.
Volevo trovare un modo per descrivere alle aziende la persona in maniera completa e alla persona l’opportunità per essere assunta per le sue competenze e risorse, così ho incontrato l’ICF Classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute.

L’ICF è una rivoluzione culturale, un cambiamento di punto di vista.
Non si descrive più la persona guardando a ciò che si è perso, ciò che non va, ciò che non può fare, ma osservando le funzioni, le abilità, le capacità. La disabilità non è una caratteristica dell’individuo, ma il risultato dell’interazione tra una certa condizione di salute e un ambiente sfavorevole, quindi all’azienda bisogna spiegare come mettere la persona nelle giuste condizioni per esprimere le sue potenzialità.

Uno degli obiettivi del mio lavoro è quello di aiutare le persone a prendere consapevolezza e fare un miglior uso delle proprie risorse puntando tutto su quello che c’è e questo è anche lo scopo dell’ICF.

Oggi faccio parte di un progetto universitario del quale vado molto fiera. Vogliamo capovolgere l’idea del lavoratore disabile che viene inserito in azienda con una selezione incentrata sulla disabilità con l’unico scopo di adempiere ad un obbligo di legge.

Esempio:
Luca è cieco e si candida per un profilo di Risk Manager. All’azienda, oltre al suo CV e alla lettera motivazionale, porta uno strumento innovativo che spiega come, con un semplice software di sintesi vocale che ha scaricato gratuitamente, può competere alla pari con gli altri candidati. Luca non verrà più messo al centralino semplicemente perché è cieco!

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