È NEL MOMENTO IN CUI MI ACCETTO COSÌ COME SONO CHE IO DIVENGO CAPACE DI CAMBIARE

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Questa è la mia frase preferita del buon vecchio Carl Rogers (padre del counseling). La prima volta che l’ho letta non l’ho capita fino in fondo, andando avanti nel mio percorso, l’ho sentita addosso e nelle storie della gente.

Fin da piccoli ci insegnano che ci sono emozioni buone e emozioni cattive, che vengono inibite giorno dopo giorno: “non piangere”, “i bambini bravi non si arrabbiano”, “non avere paura”. Da adulti abbiamo imparato perfettamente a inibirle da soli. Quando le proviamo ci diciamo che sono inutili, dannose e che dobbiamo far finta che non esistano.

Mettere un “tappo” alle emozioni che non vogliamo provare non fa altro che farle crescere ed è così che diventano davvero invadenti e opprimenti.

PAURA

Ho paura di parlare in pubblico! Per un certo periodo ho cercato di negarlo, sottoponendomi a torture varie. Così facendo la paura è aumentata finché ho iniziato a evitare con mille scuse le occasioni in cui dovevo parlare.

Oggi ho imparato ad accettare la mia paura, che non è altro che paura del giudizio degli altri, quando il mio cuore batte forte prima di alzarmi per andare a parlare, lo ascolto e accetto che mi metta in allerta e qualche volta l’emozione forte diventa quasi piacevole.

Accetto di avere paura e questo l’ha fatta diminuire notevolmente.

 

VERGOGNA

Tutti abbiamo bisogno di approvazione sociale, fa parte dei bisogni primari.

Nel momento in cui abbiamo un aspetto o un comportamento che non è socialmente accettato o addirittura se lo fa un nostro familiare, questo ci provoca vergogna e paura del giudizio. Va bene! È così!

Se ti vergogni di ammettere che ti vergogni non potrai mai farci niente. Se lo ammetti, lo accetti e inizi a prendertene cura senza giudicarti potrai iniziare a cambiare qualcosa.

 

ANSIA

L’ansia è la mia benzina! Da quando ho iniziato a vederla così la mia ansia ha cambiato aspetto. Da quando ho accettato quella parte di ansia che mi permette di preparare un esame al meglio, di curare un progetto nei minimi dettagli, di organizzare una cena pensando a ogni aspetto, l’altra parte di ansia, quella che “mi avanzava”, è andata via.

 

DOLORE

C’è un solo modo per superarlo, lasciarsi attraversare. Ci sono dei dolori troppo grandi per noi, oppure siamo noi troppo piccoli quando ci troviamo ad affrontare certi dolori, è per questo che li mettiamo sotto il tappeto, per sopravvivere. Altre volte sono dolori che consideriamo inadeguati o immorali e li nascondiamo a noi stessi. Il fatto è che loro continuano a esistere sotto il tappeto e da lì “ci pungolano”.

Credo che non si possa essere felici senza il dolore.

 

Photo by Vinicius Wiesehofer on Unsplash

 

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